MA CHE TE NE FAI DI UN CONSULENTE FINANZIARIO?

MA CHE TE NE FAI DI UN CONSULENTE FINANZIARIO?

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Chi fa da se’ fa per tre. Ma è così anche nel mondo della gestione del patrimonio finanziario?

Tempo fa mi sono imbattuto in un interessante studio di PricewaterhouseCoopers e Politecnico di Milano il quale mostrava come nei precedenti 4 anni il portafoglio finanziario delle famiglie italiane era crescito mediamente dell’1,8% all’anno a fronte di un +30% delle famiglie americane e +20% delle famiglie inglesi e tedesche.

Il 60% della ricchezza degli italiani è sugli immobili che negli ultimi anni si sono sensibilmente svalutati. 1.600 miliardi sono sui conti correnti, erosi da inflazione e commissioni bancarie (fonte Banca d’Italia).

A questo si aggiunga che i dati OCSE vedono l’Italia agli ultimi posti nel mondo quanto a cultura finanziaria.

Lo sappiamo, gli italiani sono tutti allenatori di calcio quando si commentano le partite, e tutti esperti di finanza quando la Borsa va bene.

Ma è quando i mercati finanziari vanno male che si nota tutta la debolezza del “fai da te”. Lo dimostrano i dati dei deflussi dagli strumenti finanziari quando le Borse scendono: risparmi che restano poi sul conto quando i mercati riprendono e rientrano solo dopo la ripresa.

Le persone nelle proprie scelte sono guidate dalle emozioni. Le emozioni sono il nemico numero uno della finanza. Esistono infatti “trappole mentali”, studiate dalla finanza comportamentale, che i Consulenti Finanziari conoscono bene e che cercano di evitare ai propri assistiti.

Investire da essere umano “emotivo” può costare caro: il Consulente Finanziario, forte del suo “esserci già passato”, aiuta a evitare i più comuni errori. Esempio classico, secondo Russell Investments, è la tendenza a comprare quando il mercato sale e precipitarsi a vendere quando il mercato scende. Questo succede perché è facile venire galvanizzati dai picchi del mercato e lasciarsi trascinare dall’ entusiasmo, sottovalutando il rischio. Allo stesso tempo, quando il mercato scende, ci spaventiamo e l’istinto ci dice di scappare.

Il rapporto umano, il fatto che il Consulente Finanziario aiuti ad esempio a non comprare ai massimi e vendere ai minimi, o che aiuti il cliente a individuare i propri obiettivi finanziari e distribuirli in un congruo orizzonte temporale, vale più degli aspetti più tecnici come asset allocation e ottimizzazione dei prodotti”.

Secondo le analisi di Morningstar, Russell Investments e Vanguard, il portafoglio seguito da un Consulente Finanziario rende dal 3 al 4% in più del portafoglio investito in autonomia. La tesi di questi tre studi è che l’attività di consulenza esuli dalla mera selezione dei prodotti di investimento ma anzi, che il Consulente Finanziario e patrimoniale assista il cliente su tutti gli aspetti inerenti la gestione dell’intero patrimonio, dagli investimenti alla pianificazione successoria, dalle tasse all’immobiliare. E il frutto di questa attività può essere quantificato con relativa precisione.

Il Consulente Finanziario può esserci utile come formatore, può aiutarci a fare scelte consapevoli e non dettate dall’emotività, può distoglierci dall’ansia del quotidiano e dalla caccia al rendimento e guidarci in un progetto di vita che veda i propri risparmi e il proprio patrimonio al servizio di obiettivi condivisi.

Con il Consulente Finanziario si parla di tutto e negli anni si crea una confidenza e conoscenza reciproca tale che ogni consiglio inerente la sfera patrimoniale diventa veramente personalizzato.

Oggi il Consulente Finanziario acquisisce sempre più competenze sulla gestione del patrimonio a tutto tondo, conosce gli strumenti di protezione patrimoniale e come applicarli, studia la normativa giuridica e fiscale relativa al passaggio generazionale del patrimonio, crea network di professionisti (agenti immobiliari, notai, fiscalisti e avvocati, ecc…) per offrire ai propri assistiti un servizio completo che non si limita alla componente finanziaria del patrimonio. E’ in sintesi sempre più consulente patrimoniale e per diventarlo segue percorsi di formazione che durano spesso diversi anni e in alcuni casi si concludono con certificazioni riconosciute a livello internazionale.

Purtroppo la ricerca della Consob sui comportamenti finanziari delle famiglie italiane evidenzia che soltanto il 20% degli investitori sceglie di avvalersi dell’aiuto di un consulente finanziario. Molti di più preferiscono piuttosto seguire i consigli di parenti e amici, come se la conoscenza finanziaria fosse il frutto del passaparola.